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roquentin
Derrière les apparences il n'y a rien

AAA...
Classe '77, programmatore informatico, sognatore anticonformista ed anche un po' misantropo... ma a fin di bene, non cerca un'anima gemella perché non crede nella metafisica, ma semplicemente una presenza contingente discreta e disponibile per interessanti confronti fenomenologici

Qualche consiglio per chi visita queste pagine:

Da vedere:
- A. Kiarostami: Close-up

- W. Wenders: Lo stato delle cose
- E. Rohmer: Il raggio verde

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Technorati Profile

30 gennaio 2008
Io lo so che non sono solo

Dove eravamo rimasti? Già, al trasloco, avvenuto con successo in data 10 gennaio. Si parlava dell’Uno e del pessimismo della numerazione binaria. Poi qualcuno mi disse che fondamentalmente 1 + 1 avrebbe potuto far tranquillamente 10, e non aveva tutti i torti, perché 1 + 1 = 0, ma pur sempre con il riporto di 1, e quindi alla fine il non informatico legge “uno più uno uguale dieci”.

A tre settimane dal trasferimento, la vita lavorativa scorre con i ritmi di sempre: il solito cliente - ignaro degli sforzi profusi al fine di rilasciare un sistema stabile ed affidabile - ci chiede un canetto animato che abbaia nella Home Page del portale; la segretaria ha ripreso a ciabattare lungo i corridoi; la Telecom ci installa 2 costosissime linee ADSL senza attaccare i fili; e nel frattempo giungono inaspettate piaghe di stampo biblico, tipo le formiche che stamattina hanno invaso la stanza del protocollo.

Nel frattempo il Governo Prodi cade a mastellate; il senatore Strano trasforma il Senato italiano in un teatrino d'avanspettacolo; il Grande Fratello ci dà lezioni di civiltà; i fascisti tornano a marciare su Roma.

Mi rintano nelle mie astrazioni, leggo Asimov, ascolto l’ultimo lavoro di Jovanotti.


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vita da impiegato
9 gennaio 2008
Traslocando

Non ho alcuna voglia di spostare la mia roba da sopra il tavolo, perché tanto poi ogni volta che smuovo qualcosa esso mi vomita addosso qualche pezzettino di passato, e non è certo questo il momento.

E’ l’angoscia dei traslochi, non l’ho mai sopportata.

Il rumore del nastro da pacchi fa da tema postseriale nei titoli di coda di questa giornata lavorativa. L’ultima in questa sede al sesto piano (fu quinto fino a settembre) dell’edificio con le finestre rosse di Via Bramante.

Attacco ancora una volta il naso al vetro, la vista è sulla città illuminata, mi ci rifletto un po’. Una specie di sovrimpressione, alla Tarkovskij, il regista di “Nostalghia”, quello che diceva che “una goccia insieme ad un’altra goccia non fanno due gocce, ma una goccia più grande”. Un po’ come dire che 1 + 1 = 1. Noi informatici invece siamo stati abituati a pensare che 1 + 1 = 0. Con il riporto di 1, ma pur sempre 0. Nichilismo binario.

Ore 18,06. Finalmente un po’ di pace. Per il momento dovrò farmi coraggio, armarmi di buona volontà e liberare il tavolo. Altrimenti domani sarà dura spiegare ai traslocatori la storia dei rigurgiti del passato...


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DIARI
3 gennaio 2008
Oggi è il primo giorno del resto della mia vita

Oggi è il primo giorno del resto della mia vita. Da ieri ho un anno di più, come titolavano Battisti-Mogol in una canzone datata proprio 1977, anno in cui teoricamente nacqui. Sono scettico di natura, quindi non ricordando il momento esatto non posso fidarmi ciecamente di quello che mi raccontano. Sempre stando alle testimonianze dirette, feci il possibile per non nascere durante le feste, sicuramente era mia intenzione quella di tirare avanti fino al 7 gennaio. Tuttavia quella fredda domenica mattina “un uomo dalla veste bianca” (come dice Stewie nella mia serie tv preferita) mi sfrattò di forza dalla comoda residenza amniotica.

Il caso volle che proprio per il gesto sconsiderato di quell’uomo nacqui Capricorno ascendente Capricorno. Ne continuo a pagare le conseguenze.

Oggi è il primo giorno del resto della mia vita, dicevo. Da che film è tratta questa frase? Google mi dice “American Beauty”. E’ una frase simpatica, mi mette anche un po’ di buon umore. L’ho scritta anche come messaggio personale nei 10 programmi di Instant Messaging che abitualmente tengo aperti in background.

Metto su Gilbert O’ Sullivan ed inizio il resto della mia vita.

Alone again… Naturally

DIARI
24 dicembre 2007
Buon Natale

…E’ un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto io credo
da molto lontano…

(Ivano Fossati – C’è tempo)

Buon Natale a tutti!


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cinema
3 dicembre 2007
Eleonora Rossi Drago

Ricordo la sorpresa durante la visione di “Estate violenta”, nell’agosto del ’98, proprio dopo una vacanza a Riccione. Il VHS registrato dal “Fuori Orario” del sabato dedicato a Valerio Zurlini, di cui conoscevo tutto tranne quella perla datata 1959, interpretata da un giovanissimo Jean Luis Trintignant e dalla splendida Eleonora Rossi Drago. Mia madre mi parlava di lei, della Mangano e della Bosè come rappresentanti di quella finezza e di quel fascino della donna italiana, immagine forse rovinata da certa volgarità di Gina Lollobrigida o della stessa Sofia Loren (non me ne vogliate, è solo un giudizio personale).

Io preferivo Eleonora Rossi Drago a tutte le altre, se non altro per il suo volto triste, frutto probabilmente di trascorsi difficili già a poco più di 20 anni, quando si presentò al concorso Miss Italia, sposata, separata e con una figlia a carico (fattore che le valse la squalifica).

La notarono tuttavia De Santis, Antonioni e Comencini, ma più di tutti Valerio Zurlini: il genio più incompreso del cinema italiano la scelse per “Estate violenta” ed il film le valse il Nastro d’argento come attrice protagonista.

Ma la sua fu una carriera breve, troppo breve, come quella dello stesso Zurlini. Si ritrovò a partecipare a diverse brutte pellicole e sceneggiati televisivi, fino al 1973, l’anno del definitivo addio alle scene. Da allora si parlò di lei solo per un tentato suicidio.

Ieri Eleonora Rossi Drago (pseudonimo altisonante per un nome troppo proletario come Palmina Omiccioli) è morta all’età di 82 anni, a Palermo, dove viveva da anni nella tenuta del nobile Domenico La Cavera.

La notizia è passata praticamente inosservata. Anche sul web la maggior parte delle notizie attingono da una scarna paginetta su Wikipedia (come del resto ho fatto io per risalire agli eventi della sua vita), però sorprende il fatto che ci siano un sacco di pagine straniere su di lei.

Chiudo con un clip-omaggio ad Eleonora Rossi Drago e a Valerio Zurlini, proprio tratto da “Estate violenta”.




"Perchè la morte è la prima notte di quiete? Perchè è una notte senza sogni"
("La prima notte di quiete" - V. Zurlini)


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POLITICA
9 novembre 2007
L'ultima lezione di Enzo Biagi

Lo stemma di Giustizia e Libertà al petto; le note di “Bella Ciao” dopo le esequie… “Nonno Enzo” ci ha regalato un’ultima grande lezione di storia sulla nostra bella democrazia, che affonda le sue radici nel pensiero mazziniano e tocca il suo apice negli ideali della Resistenza. Alla faccia dei revisionismi e delle sempre più frequenti demonizzazioni della lotta partigiana.

Nel 1942 (la Resistenza non era ancora iniziata ma i Rosselli e Gobetti avevano già fatto la loro parte) da quello stesso pensiero nacque il Partito d’Azione, il primo vero grande partito riformista dell’Italia post-fascista, da cui oggi attinge (pur senza farne ufficialmente menzione) quel Partito Democratico da tutti considerato “una novità politica”.

Una fucina di idee socialiste e laiche (non laiciste) cui parteciparono le migliori menti dell’epoca:

Lodovico Barbiano di Belgiojoso , Riccardo Bauer, Enzo Biagi, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Andrea Caffi, Piero Calamandrei, Guido Calogero, Aldo Capitini, Nicola Chiaromonte, Carlo Azeglio Ciampi,Tristano Codignola, Enrico Cuccia, Guido Dorso, Enzo Enriques Agnoletti, Oriana Fallaci, Vittorio Foa, Alessandro Galante Garrone, Ettore Gallo, Aldo Garosci, Leone Ginzburg, Antonio Giuriolo, Ugo La Malfa, Carlo Levi, Primo Levi, Riccardo Lombardi, Emilio Lussu, Raffaele Mattioli, Luigi Meneghello, Massimo Mila, Eugenio Montale, Ferruccio Parri, Ernesto Rossi, Manlio Rossi Doria, Joyce Salvadori Lussu, Luigi Salvatorelli, Gaetano Salvemini, Altiero Spinelli, Alberto Tarchiani, Adolfo Tino, Silvio Trentin, Leo Valiani, Franco Venturi, Bruno Visentini, Paolo Vittorelli, Bruno Zevi

Forse se si presentasse oggi una lista di questo tipo, non avremmo più bisogno del populismo di Grillo e di Travaglio e dei girotondi di Moretti. Diremmo ancora “cose di sinistra” ma in modo intelligente.

Probabilmente una classe politica così ci restituirebbe l’ottimismo e l’orgoglio di essere italiani; e soprattutto saprebbe contare sulle nuove generazioni.


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SOCIETA'
24 ottobre 2007
Ma come si misura la civiltà?
Trascrivo fedelmente il testo di una lettera ricevuta da una mia concittadina di 18 anni, aspirante modella-velina, iscritta alle varie banche dati del settore.

… casting per la trasmissione televisiva “CXXO DXXXXXN”, venerdi 26 ottobre 2007, ore 17,30,
presso XXXXXXXXXXX, a cura dell’Agenzia XXXXXXX.
Presentarsi in reggiseno e mutandine (preferibilmente perizoma)…

Questa è l’emancipazione e la cultura che difendiamo ed esportiamo anche con guerre e spargimenti di sangue?

Faccio queste considerazioni tenendo a mente che:

a) La ragazza in questione non è la mia ragazza, altrimenti avrei smesso di scrivere su questo blog per mancanza di sublimazione;

b) Vado matto per Elisabetta Canalis;

c) La ragazza non è convinta di presentarsi alla selezione. Penso: “Allora non è come sembra! La dignità umana esiste ancora!!”, poi scopro che la sua titubanza deriva dal fatto che “porta solo la seconda”.

Mi indigno un po'. Che bello, noi Italiani possiamo INDIGNARCI... è un termine efficace e assai poco impegnativo a pensarci bene.
Infine mi guardo un video di un illusionista olandese che si levita davanti alla Casa Bianca. "Questa è un'arte" dice commentando la sua impresa. "E, in India, la considerano una scienza. Spero che questo faccia riflettere".


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DIARI
16 ottobre 2007
A trois heures de l’après-midi
 “A trois heures de l’après-midi il est trop tard ou trop tôt pour faire tout ce qu’on veut faire”, avrebbe detto il mio amico Jean-Paul. Invece, proprio alle trois d’après-midi mi hanno fissato l’ennesima riunione, in cui come al solito vestirò i panni del PM ottimista e sicuro di sé, prometterò risultati eccellenti, garantirò risposte in tempi rapidi.

Ma l’orologio di Roquentin si è fermato da tempo alle 3 del pomeriggio, l’ora in cui - come dice Sartre – è troppo tardi e troppo presto per fare qualsiasi cosa.

Possibili soluzioni:
- Ridare la carica all’orologio;
- Scoprire se e dove si è inceppato qualche ingranaggio;
- Cambiare vita.

Ci penserò su...

Intanto setto Skype in stato “Away”, indosso il cappello simbolico del commerciale, e me ne vado dal cliente.


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musica
1 ottobre 2007
Der Tristan Akkord


Riparto dal Preludio del Tristan und Isolde di Richard Wagner. Vi ho mai parlato del desiderio di tatuarmi quelle prime magiche quattro battute sull'avanbraccio? Non l’ho ancora fatto, e forse non lo farò perché con la mia professione non posso permettermelo. Ma nel leitmotiv di quel Tristano post-romantico, così come nella dissonanza del
Tristan-Akkord (Fa-Si-Re#-Sol#, tutte quarte aumentate sovrapposte), mi ci ritrovo così tanto e così intensamente ancora oggi - come ai tempi in cui feci la mia prima analisi della partitura – tanto da provare quel brivido catartico che solo un altro paio di composizioni sanno darmi (c’è l’Adagietto dalla Quinta di Mahler, che in effetti ha molto in comune con questo preludio e di cui parlai qualche tempo fa, ed il primo movimento del Concerto per violino in Re di Tchaikovsky).

La catarsi è nelle “attrazioni non risolte”, nelle cadenze incomplete, nel naufragare di quel tema di Tristano che apre l’opera con un pianissimo pieno di speranza e di dolcezza, naufragando appena due battute dopo nell’autoconsistenza folgorante (e forse nichilista) di quell’accordo dissonante ed in sé perfetto. Da lì in poi il dado è tratto. Nulla sarà più come prima, né all’interno della struttura dell’opera; né per la musica a seguire; e neanche per la storia del XX Secolo. 

Due citazioni per concludere:

La musica non esprime la passione, l'amore, la nostalgia di questo o quell'individuo in questa o quella situazione ma la passione, l'amore la nostalgia stessa.
(R. Wagner)

Lo sai che non posso ascoltare troppo Wagner... sento già l'impulso ad occupare la Polonia!
(W. Allen – Misterioso omicidio a Manhattan)


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sentimenti
22 settembre 2007
Ascoltando The Cure...
I don't care if Monday's blue

Ho scritto 62 pagine d’offerta proponendo soluzioni innovative, usabilità ed affidabilità. Tutto vero. Sarà il caso di riadattare l’FCKEditor per renderlo accessibile. What You See Is What You Get. Ma la vita non è affatto WYSIWYG.

Tuesday's grey and Wednesday too

Musica. Il ponte della Gibson taglia le corde. E’ un atto di ribellione o stress da bending? Mercoledi grigio, 2 gocce di pioggia non rovinano la serata. In compenso ci prova il “pizzettaro”. Il rock & roll guasta la cena  alle signore.

Thursday I don't care about you

C’è altro da pensare. La cretina fa da tramite con la committenza e non ci si capisce una mazza. Domani cerimonia di presentazione su Second Life, ma il mio avatar non ha nulla da mettersi. Meno male che c’è il Fablus che si improvvisa stilista e mi fa spendere 100 L$ in textures. Con il naso attaccato alla finestra mi crogiolo nella vista dall’alto: alla “Google Earth”. Faccio una Mash-up di emozioni e buoni propositi.

It's Friday I'm in love

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